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“Goblin – Guardian: The Lonely and Great God” | Uno dei K-Drama più belli di sempre

Qualche settimana fa ho terminato la visione del K-Drama “Goblin” e dopo giorni di elaborazione sono finalmente pronta a condividere le mie impressioni a riguardo.

Nell’ultimo periodo, per un motivo che ancora non vi ho condiviso sui social per scaramanzia, sto recuperando un gran numero di K-Drama. Sul mio profilo Instagram ho quindi chiesto quali fossero i più belli e tra questi mi è stato caldamente consigliato “Goblin – Guardian: The Lonely and Great God“. Essendo io già una fan di Gong Yoo per la sua interpretazione del reclutatore in Squid Game ho deciso quindi di partire proprio da quella e direi che ne è valsa davvero la pena. Tanto che, purtroppo per le prossime serie che guarderò, è riuscito a creare uno standard che difficilmente verrà raggiunto nuovamente… ma passiamo alla recensione!

Goblin mi ha sorpresa soprattutto per il modo in cui sceglie di raccontare la propria storia. Si tratta di una serie che non ha fretta. Si prende il suo tempo e lascia che siano i personaggi, i loro sentimenti e le loro emozioni a portare avanti la narrazione. Ed è proprio questo che ho apprezzato maggiormente.

Una storia che mette al centro le emozioni

La componente fantasy è sicuramente importante, ma non è mai il vero cuore della serie. A conquistarmi sono stati soprattutto i rapporti tra i personaggi e il modo in cui questi cambiano e si evolvono nel corso degli episodi. Goblin parla di amore, perdita, solitudine, destino e seconde possibilità, riuscendo a costruire emozioni molto intense senza avere sempre bisogno di grandi eventi. È una di quelle storie che ti accompagnano lentamente, lasciandoti il tempo di affezionarti ai personaggi e di comprenderne paure e desideri.

Un cast eccezionale

Una menzione speciale va sicuramente al cast, composto principalmente da: Gong Yoo, Kim Go-eun, Lee Dong-wook e Yoo In-na. Le loro interpretazioni sono a mio parere magistrali e riescono a dare una profondità incredibile ai personaggi. Gong Yoo, in particolare [e come sempre direi NdR.], riesce a trasmettere tantissimo anche senza bisogno di grandi dialoghi, alternando momenti ironici ad altri decisamente più malinconici. E proprio qui entra in gioco un altro elemento che ho amato tantissimo: la regia.

Gli sguardi raccontano più delle parole

La regia presta moltissima attenzione agli sguardi e alle microespressioni dei protagonisti. Ci sono momenti in cui basta un cambio nell’espressione di un personaggio, uno sguardo trattenuto qualche secondo in più o un piccolo gesto per capire perfettamente cosa sta provando. Ho trovato questa scelta davvero efficace perché permette alla serie di comunicare emozioni senza doverle necessariamente spiegare. E forse è proprio questo uno degli aspetti che mi ha coinvolta maggiormente durante la visione.

Una montagna russa di emozioni

Arrivata alla parte finale Goblin mi ha letteralmente travolta. Senza fare spoiler, posso dirvi che gli ultimi episodi sono una vera montagna russa di emozioni. La serie riesce a raccogliere tutto quello che ha costruito lentamente nel corso della storia e a trasformarlo in un finale che tocca davvero il cuore. È una di quelle conclusioni che ti fanno passare dalla gioia alla tristezza nel giro di pochissimo e che, una volta terminata la visione, ti lasciano con quella sensazione di malinconia che accompagna le storie a cui ci si è affezionati davvero.

Nel complesso, Goblin mi è piaciuto davvero molto. È una serie che non ha paura di rallentare per lasciare spazio ai suoi personaggi e che dimostra quanto, a volte, siano proprio i momenti più semplici come uno sguardo, una conversazione, un silenzio, a rimanere maggiormente impressi. Una storia romantica, fantasy e malinconica che riesce a parlare soprattutto di persone, dei loro legami e delle emozioni che le uniscono. E sì, preparatevi: sul finale servono i fazzoletti.

📺 Scheda della serie

🔖 Titolo – Goblin (Guardian: The Lonely and Great God)
🎬 Regia – Lee Eung-bok
✍️ Sceneggiatura – Kim Eun-sook
📺 Emittente – tvN
📆 Anno di uscita – 2016
🏷️ Genere – Fantasy, romantico, drammatico
💭 Voto personale – ⭐⭐⭐⭐⭐ (5/5)
💬 Ideale per chi ama… – Storie romantiche e malinconiche, personaggi profondi, fantasy e narrazioni che mettono al centro sentimenti ed emozioni.

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