Un paio di mesi fa ho ricevuto da Fanucci una copia di “Volo di Drago”, primo volume della trilogia dei Dragonieri di Pern di Anne McCaffrey. Durante le fierie ho finalmente avuto modo di leggerlo e di seguito vi parlo quindi di questo romando e delle mie impressioni a riguardo.
Da qualche tempo volevo recuperare un grande classico della letteratura fantasy e finalmente sono riuscita a leggere “Volo di drago” di Anne McCaffrey, primo volume della saga de “I Dragonieri di Pern”. E devo dire che questa lettura mi ha sorpresa davvero molto.
“Volo di drago” è un romanzo che, nonostante gli anni trascorsi dalla sua prima pubblicazione, riesce ancora oggi a proporre idee estremamente interessanti e originali. Anne McCaffrey costruisce infatti un mondo in cui fantasy e fantascienza si incontrano in maniera particolare, creando un’ambientazione che si distingue dai classici mondi popolati da draghi che siamo abituati a trovare nel genere.
La storia è ambientata sul pianeta Pern, minacciato dai cosiddetti Fili, organismi provenienti dalla Stella Rossa che distruggono qualsiasi forma di vita organica con cui entrano in contatto. Per generazioni i dragonieri hanno protetto il pianeta grazie ai loro draghi, con i quali instaurano un legame molto particolare. Il problema è che l’ultima Caduta dei Fili appartiene ormai a un passato così lontano da essere diventata quasi una leggenda e i draghi stanno progressivamente scomparendo.
È proprio in questo contesto che incontriamo Lessa e F’lar, due personaggi molto diversi tra loro ma destinati ad avere un ruolo fondamentale nella storia.
La cosa che mi ha colpita maggiormente è sicuramente l’originalità delle idee alla base del romanzo. La McCaffrey prende l’immagine classica del drago e la trasforma completamente, inserendola all’interno di un sistema molto più complesso fatto di legami, telepatia, viaggi nel tempo e una minaccia che arriva letteralmente dal cielo.
E proprio parlando del rapporto tra cavalieri e draghi, durante la lettura non ho potuto fare a meno di pensare a “Fourth Wing” di Rebecca Yarros. Personalmente ho avuto più volte la sensazione che alcuni elementi della saga della Yarros possano aver preso ispirazione proprio da “Volo di drago”, soprattutto per quanto riguarda la prova di selezione e legame con i draghi e, ancora di più, per il modo in cui questi ultimi comunicano direttamente con i propri cavalieri.
Ovviamente non penso che le due opere siano identiche, né che questo significhi necessariamente che “Fourth Wing” sia una copia di “Volo di drago”. Quello che trovo interessante è vedere come alcune idee introdotte dalla McCaffrey alla fine degli anni Sessanta siano ancora presenti nell’immaginario fantasy contemporaneo. E considerando quanto è particolare il modo in cui i draghi di Pern scelgono e comunicano con i propri cavalieri, è difficile non fare qualche confronto.
Un altro aspetto che ho apprezzato molto è proprio il modo in cui l’autrice ha costruito il rapporto tra esseri umani e draghi. Non sono semplicemente creature utilizzate per combattere o per rendere più spettacolare l’ambientazione: hanno una propria identità e instaurano con i loro cavalieri un legame profondo, che diventa una parte fondamentale della narrazione.
Una saga che ha fatto la storia
“Volo di drago” venne pubblicato per la prima volta nel 1968, dopo che il racconto “La cerca del Weyr” era apparso sulla rivista Analog nel 1967. Da quel primo nucleo narrativo sarebbe poi nata una delle saghe più importanti della narrativa fantastica, quella dei Dragonieri di Pern.
La McCaffrey è stata una figura davvero importante per la fantascienza e il fantasy: è stata la prima donna a vincere il Premio Hugo e il Premio Nebula, entrambi nel 1968, proprio grazie a opere legate al mondo di Pern. Nel corso della sua carriera ha scritto oltre cento libri e nel 2005 è stata nominata Grand Master dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America.
Pensare quindi che questa storia abbia iniziato a prendere forma quasi sessant’anni fa rende ancora più interessante la lettura. Molte delle idee presenti nel romanzo risultano sorprendentemente moderne e dimostrano quanto l’immaginazione della McCaffrey sia stata importante per il modo in cui oggi pensiamo al rapporto tra esseri umani e draghi.
In Italia “Volo di drago” era già arrivato nel 1975, pubblicato da Fanucci con la traduzione di Roberta Rambelli. Il romanzo è tornato recentemente in libreria grazie a una nuova edizione Fanucci, pubblicata nel maggio 2026, che inaugura la riproposizione della prima trilogia di Pern.
Le mie impressioni
Ho trovato “Volo di drago” una lettura davvero piacevole e, soprattutto, molto più originale di quanto mi aspettassi. La trama è intrigante e riesce a combinare avventura, fantascienza e fantasy senza che questi elementi sembrino fuori posto.
Quello che mi ha conquistata è soprattutto la sensazione di trovarmi davanti a un’opera che ha contribuito a costruire alcuni degli elementi che oggi consideriamo quasi naturali quando parliamo di fantasy con i draghi.
È un libro che, nonostante sia figlio di un’altra epoca, riesce ancora a incuriosire e a sorprendere. E sapere che alcune delle sue idee possono essere riconosciute anche in opere fantasy contemporanee rende questa lettura ancora più interessante.
In conclusione, “Volo di drago” è stata una bellissima scoperta. Una storia originale, un’ambientazione affascinante e un rapporto tra uomini e draghi costruito in maniera davvero particolare.
Se amate i draghi e il fantasy, penso sia uno di quei libri che vale la pena recuperare almeno una volta. Soprattutto se, come me, avete letto opere più recenti che raccontano il legame tra cavalieri e draghi: potrebbe essere molto interessante scoprire quanto questo immaginario affondi le sue radici nel lavoro di Anne McCaffrey.
Ringrazio ancora Fanucci per avermi dato l’opportunità di leggere questo bellissimo romanzo.
📚 Scheda del libro
🔖 Titolo: Volo di drago
✍️ Autrice: Anne McCaffrey
🏠 Editore (Italia): Fanucci Editore
📆 Anno di pubblicazione: 1968 (USA) – 1975 (Italia), nuova edizione 2026
🏷️ Genere: Fantasy, fantascienza, avventura
💭 Voto personale: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5/5)
💬 Ideale per chi ama…
Draghi, legami telepatici, mondi fantastici originali e romanzi che hanno contribuito a plasmare il fantasy moderno.
